sabato 18 novembre 2017

Risveglio

L'ora fuggiasca tradisce l'ultimo addio,
sulla corrente dorata il volto del tuo tempo
trasale, a lidi lontani alita al bagliore
dell'ala l'austro del tuo deserto. Mortale,
dal lungo sonno svegliati, albeggia l'orizzonte,
bianchi stormi solcano il cielo tra cupree onde.
Il sole è caldo, profuma l'aria di mare
e il giardino esala di fiori antico ricordo,
tu dove sei ? Tra foglie iridate di raggi
seduto da un tempo saturnio ora qui sei
tu solitario respiro nel mare profondo,
solitario ansito al cielo. Oltremontana
salpa al radiato sangue la vedova nave
dei sogni fuggita dai viventi vecchia lacera
desolata orfana di memorie, si lascia
alle livide correnti dei flutti cinerea
di rimpianti un'urna smarrita tra le brame
delle maree tra il più ostinato respiro
dello sconfinato flusso. E tu la trascorsa
vita nel bagliore scorgi nella crespa chioma
spumosa fuggita via nelle ombre sognate,
amata giovinezza, desolate speranze.
E tu dove sei ? Sei forse ora giunto alla meta ?
Sei forse qui a cogliere infine il frutto maturo
della tua pianta ? Da molto non piove, la terra
arida s'apre, ma sui rami cantano ancora
le alate voci del cielo e i colori degli anni
ritornano fra le fragili foglie fruscianti.