Fu come quando volavano gli storni
nell’ampio cielo, a schiera,
e il cielo sovrano respirava.
Filtrava la luce tra gli alti ulivi
e i rami fremevano nell’aria
sapida di mare. Spumose onde
bramavano gli scogli inebriate nel vento,
e tra i pini occhieggiava il sole.
Allora apparve, la lunga stola sospesa
negli attimi dei soffi estatici,
un breve sogno, un biondo flutto
ed occhi azzurri come il mare e il cielo.
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