sabato 5 novembre 2011

Scheda di lettura Ugo Foscolo

Ugo Foscolo        Saggio d’un gazzettino del bel mondo      Firenze, Le Monnier, 1850
                     Opere edite e postume di Ugo Foscolo, Prose letterarie, vol. 4



Lettera di presentazione ( Avvertenza ). Pag. 7. Cfr. queste dichiarazioni con l’anticlericalismo di Stendhal ( Le rouge et le noir ) : “ Car les biographes italiens, ou étaient pretres, ou les craignaient; et ils ont rarement écrit avec philosophie, n’ayant jamais observé l’influence réciproque de la littérature et des moeurs; - enfin ils n’avaient aucune connaissance du monde. “
P. 28-29-30 : acuta condanna del Romanticismo, inteso soprattutto come vano fantasticare nei romanzi, la cui voga e diffusione ritiene perniciosa per la gioventù, che bisognerebbe educare a letture più costruttive.
P. 32-33 : probabile tirata contro M.me de Stael autrice di Corinne ou l’Italie. Ella avrebbe confuso in Santa Croce il monumento a Leonardo Bruni Aretino con quello presunto di Pietro Aretino e fattovi sopra le sue moralistiche considerazioni.
V, pag. 54 : strali lanciati contro il Casti, l’autore delle Novelle galanti e degli Animali parlanti, molto apprezzato in Inghilterra, come testimonia lo stesso Byron, con grande disappunto di Foscolo.
In questo gazzettino l’autore brilla per piacevolissimo umorismo. Stupisce il fatto che a quest’opera non venga dato il giusto rilievo.
P. 81-82 : interessante nota sulla sportività degli Inglesi che d’estate vanno in villeggiatura in campagna o ai bagni di mare. P. 82 : non solo gli Inglesi andavano al mare, ma facevano anche escursioni in montagna ( Svizzera ).
P. 88 : interessantissima pagina sul temperamento dei popoli, l’inglese “piuttosto iniquo che ingiusto”, il ginevrino ipocrita, il francese linguacciuto e ignorante, l’austriaco pieno di sospetto.
P. 92 : la sentenza s’addice ai nostri tempi : “ Parmi che nel sommo della barbarie o della civiltà dei popoli la facoltà di pensare sia inattiva. “
P. 93 idem : “… quando la filosofia è fatta decrepita, le sue teorie di politica perfettibilità riducono i popoli a impazzare, e a non poter altro che ciarlare e servire. “   Sarebbe interessante sapere a chi appartengono i versi inglesi riportati nella medesima pagina.
P. 96 : frammenti. Pagina assai interessante sul confronto tra il costume inglese e quello italiano ( il saluto fatto con la mano, all’inglese, e il baciamano, all’italiana ) tenuto nei confronti delle signore. Bella l’allusione al prete sudicio che frequenta le case nobili italiane con le varie funzioni riportate.
P. 99 : interessantissima pagina sul dandysmo. A proposito della visita ad un amico in veste da camera ricamata di pappagalli, Foscolo scrive : “… i dandys non sono ridicoli, anzi la sola definizione del loro nome è cosa serissima; e, volendo trovarla, m’è toccato andare sino alle tradizioni omeriche de’ tempi Iliaci. “
P. 104 : cita l’episodio della colonna infame a Milano a proposito di uno scritto di Addison. Segno che l’episodio aveva una qualche notorietà, se lo stesso Addison nel 1700 aveva ricopiato l’iscrizione della colonna e si era interessato al fatto ( anche Bayle, dice Foscolo, aveva considerato quell’avvenimento ).
P. 105 Decimo frammento : F. qui parla de Le Grazie, il poemetto incompiuto. Interessante è l’affermazione che grazie alla contemplazione della Bellezza ( che è unita alla virtù ) l’uomo si eleva sino al “ Creatore di ogni Bellezza “. Evidentemente F. non era ateo. Qui mostra di essere piuttosto platonico.    

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