sabato 14 ottobre 2023

Massimo Fini, Nietzsche, l'apolide dell'esistenza

 


Massimo Fini, Nietzsche, l'apolide dell'esistenza, Venezia, Marsilio, 2014


P. 35, primi filosofi moderni letti da Nietzsche : Emerson e Feuerbach.

P. 37, imbranato, miope, ma per il resto sano.

P. 45, astrattezza del suo temperamento.

P. 49, incontro con Mazzini.

P. 51, Nietzsche non disprezzava il popolino.

P. 53, Nietzsche e la scienza. Intuizioni profetiche (“fine della scienza è la distruzione del mondo”).

P. 55, stile giornalistico di Nietzsche (perché il suo stile ha come punto di riferimento Voltaire e Schopenhauer).

P. 69, NB : Nietzsche grande pedagogo, molto amato dagli studenti.

P. 77 e sg. : Wagner, l'avventuriero.

P. 85, 86, grande affetto di Wagner per Nietzsche.

P. 88. Nietzsche innamorato di Cosima Wagner e rapporto padre-figlio tra Wagner e Nietzsche.

P. 89, origine forse ebraica di Wagner.

P. 94, disinteresse per la filologia, Nietzsche si sente vocato alla filosofia.

P. 96, influsso diretto di Wagner sulla Nascita della tragedia. L'impianto originario era diverso. La tesi della rinascita del dramma musicale grazie a Wagner è propria di costui e non di Nietzsche !

P. 98, la musica di Nietzsche giudicata abominevole (come in effetti è).

P. 101, valore nullo della Nascita della tragedia dal punto di vista filologico.

P. 103, originalità del Nietzsche filosofo.

P. 109, Nietzsche e l'Italia. Scarso interesse per la cultura e l'arte italiana.

P. 111, NB : la prima “inattuale” fu commissionata da Wagner, che era nemico di Strauss.

P. 112, studi scientifici di Nietzsche.

P. 121, violente emicranie, assai frequenti.

P. 123, Nietzsche non era antisemita.

P. 128, alla prima del festival a Bayreuth prese parte anche Schuré (vedi la sua posizione a favore di Wagner in Storia del dramma musicale).

P. 134, mitomania del Nietzsche (cfr. Verrecchia, La catastrofe di Nietzsche a Torino).

P. 136, NB : Nietzsche amato soprattutto dagli “squilibrati”.

P. 152, studi di letteratura francese, grazie a Paul Rée.

P. 153, forse una relazione omosessuale con Rée, ma il geloso era Rée !

P. 162, metodo di lavoro di Nietzsche : passeggia per sei, otto ore e pensa, prendendo appunti su un taccuino.

P. 163, temperamento amletico.

P. 169, ostilità ma ammirazione di Wagner per Nietzsche riguardo a Umano, troppo umano.

P. 172, affermazioni false di Lou Andreas Salomé, la quale sostiene che Nietzsche abbia subito l'influsso del pensiero di Rée.

P. 173, metodo di lavoro di Nietzsche, che dà ragione dello sviluppo aforistico delle sue opere (bisogna ricordare che aveva una vista debolissima, era quasi cieco).

P. 177. E se il male di Nietzsche fosse stata una forma di epilessia ?

P. 190, affetto di Wagner per Nietzsche.

P. 192, letture scientifiche.

P. 193, l'eterno ritorno.

P. 196, legge Spinoza.

P. 198, da Genova a Messina (per sfuggire al caldo !).

P. 204, educazione di Lou von Salomé.

P. 208, la von Salomé, una frigida e dark lady !

P. 212, natura femminile di Nietzsche.

P. 214 : il famoso bacio sul Monte Sacro fra Nietzsche e la Salomé.

P. 216, la fotografia di Nietzsche e Rée aggiogati al carro di Lou von Salomé.

P. 221, abitudine a falsificare i fatti biografici della Salomé.

P. 242, premonizioni di Nietzsche sulla propria futura follia.

P. 246, odia (giustamente !) la sorella Elisabeth.

P. 250, mediocrità della Salomé.

P. 252 e nota. Sigmund Freud deve molto a Nietzsche.

P. 253, 254, Nietzsche era contrario all'antisemitismo e ammirava gli Ebrei. Era antinazionalista.

P. 256, ma queste visioni non potevano derivare dall'abuso di oppiacei ? (Appena chiudeva gli occhi, vedeva una quantità di fiori fantastici che cresceva di continuo).

P. 265, paresi episodiche di breve durata.

P. 274, la follia di Nietzsche fu provocata soprattutto dall'uso di droghe come antidolorifici.

P. 290, è inevitabile che il nome di Nietzsche sia sempre associato a quello di Wagner.

P. 293, legge Dostoevskij e i romanzieri francesi (tra cui Barbey d'Aurevilly !).

P. 294, contrario all'antisemitismo ! Fu considerato filosofo del nazismo per colpa dei raggiri della sorella (sposata ad un antisemita). Però la stessa sorella era contraria alle leggi naziste antisemite.

P. 337, si identifica con Diòniso, cioè con la manifestazione suprema, con la Volontà stessa. Perfettamente coerente con il suo pensiero.

P. 374, Nietzsche pazzo dimentica la propria filosofia.

P. 389, NB : furono gli Ebrei a sostenere finanziariamente l'archivio Nietzsche !


venerdì 13 ottobre 2023

Jean-Jacques Rousseau, Le confessioni


 

Jean-Jacques Rousseau, Le confessioni, Milano, Garzanti, 1994


P. 17, rivela nell'adolescenza un temperamento piuttosto lascivo, gli piaceva essere sculacciato dalle donne !

P. 37, carattere emotivo di Rousseau, focoso e timido.

P. 70, episodio di pedofilia ecclesiastica. Dunque essa è sempre stata presente nella Chiesa cattolica ! Si notino i particolari, descritti in tutta la loro turpe evidenza.

P. 86, il realismo di Rousseau non ci risparmia nulla, neppure i particolari più crudi della morte della signora di Vercelli.

P. 112, si “converte” alla pratica della masturbazione.

P. 167, mania deambulatoria, vedi anche Nietzsche.

P. 171, Rousseau è veramente sorprendente. Un evidente omosessuale gli propone una masturbazione di coppia, ma Rousseau fugge inorridito.

Libro VI, la sua relazione con Mme de Warens (mamma) ha veramente dell'incredibile. Sembra che Rousseau soffrisse del complesso di Edipo in maniera abnorme.

P. 302, il genio è paragonato al delirio di un febbricitante.

P. 330, la ragione è nemica della natura.

P. 331, l'episodio della cortigiana Zulieta, a Venezia, con cui Rousseau fa all'amore rivela il dissidio tra ragione e natura. Mentre è a letto con lei Jean-Jacques le scorge un seno senza capezzolo e vi almanacca tanto che alla fine la cortigiana si offende e lo manda a quel paese (“Zanetto, lascia le donne, e studia la matematica”).

P. 336, contro i Gesuiti, accusati di “spirito tirannico e intrigante”.

P. 342, Thérèse, la donna non troppo intelligente è l'ideale dell'intellettuale (ancora maschio !).

P. 353, al castello di Chenonceaux (quello sul fiume). Gli piace mangiare e ingrassa.

P. 355, manda i primi due figli all'ospizio dei trovatelli !

P. 370, affida all'ospizio tutti e cinque i suoi figli e se ne vanta come di un'opera buona e fatta da una persona sensibile e ricca di sentimento ! Un po' bislacco questo Rousseau ! Sostanzialmente un egocentrico, come tutti i futuri romantici.

P. 372, la signora di Chenonceaux (brano che viene fatto ascoltare con gli auricolari ai turisti di oggi in visita al castello).

P. 403, l'origine del male è nella civiltà ed anche nelle tecniche.

P. 407, la religione alla luce della ragione. Non lo sa, ma il suo punto di vista è lo stesso di Spinoza nel Trattato teologico-politico.

P. 418, lo scrittore deve seguire la propria ispirazione, non scrivere per denaro, altrimenti è un imbrattacarte. Come dirà poi Nietzsche, bisogna scrivere col proprio sangue.

P. 420, abitudine alla passeggiata pomeridiana. In questo, come nella mania deambulatoria, c'è una straordinaria somiglianza con Nietzsche (che forse volle imitare Rousseau ?).

P. 425, influsso dell'ambiente e delle abitudini di vita sull'animo dell'uomo. Pone le basi dell'antropologia e della psicologia. Vedi anche Nietzsche in Ecce homo.

P. 426, mania deambulatoria connessa all'efficienza del pensare, altra analogia con Nietzsche.

P. 442, 443, in queste frasi è racchiuso tutto l'animo romantico.

P. 446, secondo Voltaire la natura è la causa di tutti i mali, secondo Rousseau invece lo sono l'uomo e la civiltà, queste concezioni avranno grande importanza per Leopardi.

P. 498, progetto di una vita a tre (vedi Nietzsche con la Salomé e Paul Rée).

P. 538, critica all'ipocrisia di Montaigne, che si dipinse migliore di quello che era.

P. 589, 590, presagisce la prossima rivoluzione.

P. 611, immaginazione ansiosa di Rousseau.

P. 670, carattere “fantastico” di Rousseau : “Mi piace … cominciare cento cose e non concluderne una, … cambiar progetto ogni momento, seguire una mosca in ogni suo svariare, … e non seguire in qualsiasi cosa che il capriccio del momento”.