domenica 26 aprile 2020

Il porcospino


C'era una volta un porcospino
che temeva la rogna del vicino,
i pidocchi, le pulci ed il cacame.
Si serrò tutto e poi morì di fame.

sabato 25 aprile 2020

Madre


E' da te
concepito ogni vivente
e da te nato del sole la luce
vede, e te contempla
nella prima gioia.
Rosei stormi planano sulle acque
come s'apre l'ombra delle rive alla luce,
come s'apre il sorriso al brillare degli occhi
di colui che è nato.
Il germoglio estende le sue radici
e beve il succo della vita,
ogni vivente estende la propria anima
perché nel fiato si plachi dell'amore.
Cercate i fonti e le segrete vene
dell'ampia terra, forse saprete
perché i monti mirano al cielo,
perché d'un velo si coprono le valli,
perché dei boschi all'ombra
l'errante si riposa,
perché si posa la luna sulle acque
e si profonda.

Sul niveo collo si distese
la chioma della notte,
al sorriso che attese
la sua parola.

Sola, silente, mi osservava nel respiro sospeso delle selve,
un canto di cigno si librava sopra l'onda
chiarocupa, gli occhi neri lucevano nel lago.

Così parla colei che segue
la schiera dei viventi
sino all'orizzonte di costellate notti.

Tu, semplice vita dell'istante, amato inganno del tempo,
vita virginea che sbocci in un giglio sulla montagna d'estate,
incanto dei sospiri che mutuano i sogni,
incanto di uno sguardo, d'un palpito di ciglia,
figlia dell'eterna memoria,
ora il tuo viso traspare,
come tra le nebulose ansie volano gli alati
verso lidi remoti, ove risuonano agli uragani
i canti dei marinai.

sabato 18 aprile 2020

Fedeltà


Ascolta. Piena di canti è l'aria,
sul mare plana l'ala della luce,
tra la veste dei fiori alita varia
la speranza dei venti e i sensi induce

all'attesa. Colma gli occhi di gioia,
sciame d'api la vita si svela,
crinita nel cielo danza la vela
di nubi ignare di sosta e di noia.

Non senti ora nel cuore pulsare
una felicità profonda e nuova
una musica lieta arpeggiare
di dei ? Sono essi i padri alla prova

del figlio e vengono su dalla terra,
mentre all'etere vasto risuona
una voce che le tombe disserra :
O figlio, non c'è mortale persona

che il nostro sussurro non oda.” Ascolta,
ascolta; lieve rumore risale
dall'aroma del vento sulla folta
folla di canne al sapore del sale

e profuma d'anime l'aria, china
la messe dell'erbe selvagge freme
e adora, l'ulivo argenteo insieme
vibra e trema di luce più fina.

Abbraccia ancora l'anima vagante
d'un ignoto dio. Il fiore dell'istante
è il frutto della vita. Quante ancora
erbe nutrirà la terra e allora,

quando il vento scuoterà le biade
e le canne canore alle contrade
vagheranno del sogno, quante ancora
vite vivranno all'eterna aurora !

sabato 11 aprile 2020

Fides


Occhi opachi del tramonto immersi
nel sogno vesperale, quale d'acque
il verbo trasmuta il gorgo, dispersi
echeggiano i flutti; la voce tacque

da immemorabile tempo e l'onda
si prosterna sulle sterili arene;
ora forse il sogno plasma e seconda
fuga di liocorni a ninfe serene,

ma il Nulla avanza sull'ali di fuoco
d'una Fenice d'oro e cede roco
il murmure infecondo e vi si specchia

dal calice elevato e dai cantori
la stanca melodia sinuosa e vecchia,
per rinnovati soli e nuovi albori.

lunedì 6 aprile 2020

Nessuno


Ancora nessuno per le strade.
E' l'ora dell'angoscia.
Lontano una sirena scroscia
il suo urlo,
come una catena di morbo
ci prende alla gola.
Sola la mia disperazione giace.
E non ha pace il ricordo,
né si consola.
E il sole scuote la terra,
che sorge nella sua forza.
Non sento più la tua voce,
non ho più il tuo viso.
Che vale l'uomo ? Non è che polvere
nel vento.