sabato 15 marzo 2025

A Violante

 






Nei tuoi occhi

l’equoreo manto delle ninfee

rifletteva lo splendore marmoreo dei templi,

come ad incantesimi di luce

nell’alba

sorgono le speranze,

così fulgeva la tua pupilla, un’ala

multicolore di farfalla

sopra la distesa di sognanti fiori.

E il mare dardeggiava d’oro

negli occhi tuoi riflesso

e accolto nell’abisso

delle pupille, sconfinato spazio

ove si perde il pensiero

e sempre si ritrova

il desiderio.

Il tuo volto luminoso

ardeva nella mia notte,

segnalava dei naufragi

quale un faro lo scoglio.

E sulle arene segnava il vento

il sogno del tuo viso,

il tuo profilo così puro

sorgeva ai miei occhi

nell’alba, e il vento ti sollevava

i capelli del color di rame.

E nell’azzurro scorgevo

dell’iride il sorriso nelle pupille

della tua forma perfetta di naiade

sorta dal silenzio delle acque,

una dea degli Elleni,

come fusto di palma,

snella e leggiadra;

nei tuoi occhi si smarriva

la malinconia di antichi templi

e il tuo sguardo s’abbandonava azzurro

nell’indolente nostalgia d’una chimera

perduta.

Ti appartavi triste,

naufragando nei ricordi,

desolata effigie della vita trascorsa.

Nei tuoi occhi

vanivano i crepuscoli d’autunno,

sorgevano le lune misteriose,

s’aprivano i fiori notturni

di profumi esotici,

s’intrecciavano nei vortici

della tua chioma ambrata.

Quale fortezza inespugnabile

t’ergevi nel tuo isolamento geloso

come una principessa od una vestale,

sacra a una vita indimenticabile.

Preda d’una insaziabile angoscia

abbassavi lo sguardo colto da un’improvvisa

febbre e l’ansia mortale

t’angustiava come la morsa dei ricordi.

Anche per me tu eri un ricordo

di tempi lontani, un’ossessione

di brame occulte,

ma i tuoi occhi s’aprivano ebbri

per un istante, come nella notte

Selene colma sorride

a Endimione.


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