domenica 10 dicembre 2017

Terenzio, Heautontimorumenos

Atto III, scena I

vv. 483-485

Nam deteriores omnes sumu' licentia.
Quod quoique quomque inciderit in mentem volet
neque id putabit pravom an rectum sit : petet.


“ … La troppa libertà
rende tutti peggiori. Lui vorrà
qualunque cosa, né si chiederà
se sia giusta o sbagliata, … “

Trad. di Mario Scaffidi Abbate




Giustamente gli antichi invocavano il rigore nei confronti delle nuove generazioni o per lo meno, come qui Terenzio, la prudenza nei confronti di una natura non ancora domata dai rigori dell'età adulta e responsabile. I giovani animati dalle loro brame e dal loro egoismo non sanno porsi un limite perché non lo conoscono anzi non l'immaginano neppure, ma i più anziani dovrebbero sapere che la natura umana è spesso una brutta bestia cui è meglio mettere il basto.

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