sabato 20 agosto 2011

Rimpianto

“ Difficile morire, difficile venire al mondo. “
Hermann Hesse



Dall’eterne dimore silvane
del monte di pini ammantato
azzurro miro il vasto mare
all’orizzonte coronato
di nubi.
La fonte di celesti speranze
rammemoro
tra fuggitive ninfe ed ombre
furtive incantatrici,
virenti tra braccia traboccanti
di resine.
D’acque la fonte mormorante
di scintillii, come un brivido
di gioia
scaturiva della terra
dal profondo cuore,
dissetava e nutriva
cervi leggiadri e possenti querce.
Ora qui illumina il sole
me che al mare discendo
tra le lucide pietre
lungo il profumo di rosmarino
e le ginestre acute,
non in bosco di sogno,
ma nella negletta macchia.
Non in bosco di sogno
incedo inebriato d’ardore
tra verdeggianti larici
in dorato candore,
non in bosco di sogno
più mi sorride speranza,
ah non più vago l’incanto,
non seducente fulgore.

O tu sull’altra riva
del luminoso fiume,
quando allo specchio un altro
vedrai : “ Ahi, perché non ebbi,
dirai, la dolce brama allora ? “
Me qui altro non coglie,
tu vedi, che il triste sospiro.
Come nuvola che pianse
tutta la sua pioggia,
te guardo, ignaro giovane,
che non comprendi la tua divina
aurora.
Quale insperato dono
fecero a te gli dei !
Quale linfa gioiosa
t’infusero nelle membra colme
di Vita inestinguibile !

Io che al mare scendo
tra le lùbriche pietre,
scorgo l’onde incessanti,
spumose lontano nella lotta
instancabile.
E rapito ne ascolto il sonoro
fluttuare, un’echeggiante
ebra musica.
Non sono esse le voci errabonde
dell’infinite anime ?
E sulle sponde
s’infrangono nel pianto
per l’altrui vita ?
Ah, per il Fato nel dono
tu nascesti
d’un breve sogno,
ma quanto desiderato !
        

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