mercoledì 9 luglio 2014

Il mulino di Amleto

G. de Santillana, Hertha von Dechend     Il mulino di Amleto ( 1969 )     Milano, Adelphi, 2007



Pag. 42-43 : interessante parallelo tra la leggenda di Amleto sec. Saxo Grammaticus e il racconto liviano di Lucio Giunio Bruto. Cfr. anche Cicerone De divinatione ( I, 22 ) molto importante per il sogno di Tarquinio : gli arieti e il mutato corso del sole.
L'interpretazione “psichica” ( nel senso spirituale ) data da Bachofen sembra continuare in quest'opera, ed è senza dubbio la più convincente, perché è la migliore e la più intelligente. Vedi pag. 88 la spiegazione cosmologica del termine “diluvio” e “terra piatta”, così come del fenomeno della precessione degli equinozi. Se ci sarà un nuovo mondo, non potrà che essere “nuovo” nel senso dello spirito.
Pag. 100, viene citato C. G. Jung a proposito del termine da lui coniato di sincronicità universale. Il discorso verte sulla concezione del cosmo come armonia matematica prestabilita secondo una mentalità conforme a quella dei pitagorici.
Pag. 101, anche l'astrologia di Dante offre spunti interessanti.
Pag. 107, Krsna ha caratteristiche simili all'Achille omerico ( è vulnerabile solo nel tallone ).
Pag. 108, Kullervo si getta sulla propria spada come l'eroe omerico Aiace.
Pag. 109, Kullervo ( mitologia finlandese ) viene accostato a Dioniso.
Pagg. 110-111, citazioni interessanti da Anassimandro circa l'origine del mondo. Vedi anche Cicerone De natura deorum I, 10, 25.
Pag. 112, analogie tra il Genesi ebraico ( i 6 giorni della creazione ) e la tradizione persiana zoroastriana.
Pag. 121, viene citato Omero a proposito del poema islandese di Snorri, l'Edda, circa il mito del mulino. Nell'Odissea ( XX, 103-119 ) i versi fanno riferimento proprio alla macina mitica che si ritrova nell'Edda.
Pag. 135, vedi anche l'Appendice 10 sulla costruzione della cetra ( tradizione finnica e tradizione pitagorica ). Lo strumento musicale sembra far riferimento all'armonia delle sfere e alla precessione degli equinozi.
Pag. 177, spiegazione astrologica sul sacrificio di Cristo emblema divino dell'età dei Pesci : la costellazione in cui sorgeva il sole all'equinozio di primavera e che determina l'età del mondo viene detta “sacrificata” o “legata al palo sacrificale”.
Pag. 183, collegamento interessantissimo tra la speculazione metafisica e il mito. Hegel e Platone hanno espresso i loro pensieri in forma astratta, gli antichi poeti invece in forma cosmica : qui soltanto sta la differenza. Si cita Aristotele, Metafisica, 1074 b.
Pag. 189, la caduta di Troia è da intendersi come il crepuscolo della III epoca del mondo, la fine dell'età delle Pleiadi.
Pag. 193, riferimenti astronomici a proposito del crepuscolo degli dei, vedi in nota Macrobio, Commentarii in Somnium Scipionis I, 15, 14.
Pag. 197, vedi considerazioni sul numero 10.800 dell'Aion di Eraclito e il numero 432.000 del Grande Anno babilonese sec. Berosso ( sul Grande Anno cfr. Alcinoo, Didaskalikòs, pagg. 34-35, parag. 171-172, ed. Les Belles Lettres ).
Pag. 198, interessante accostamento tra il nome del dio Okuthorr ( Echuthorr ) Thorr del cocchio e Ettore campione dei Troiani.
Pag. 212, importanza di Orione ( Sansone o Nimrod ) il cacciatore che brandisce le Iadi ( rete celeste ). Vedi Luciano, De astrologia, 22.
Pag. 227 : “ Platone era rimasto fedele alla tradizione pitagorica originaria … “, vedi Bachofen. Quindi si può dire che Platone fosse un vero orfico.
Pag. 228, concezione orfica di Oceano, la psuché delle origini, concepita come serpente. Ma pare che la concezione originaria fosse piuttosto quella collegata al movimento del cosmo e della terra. Vedi in particolare Esiodo, Teogonia, 790, dove si parla di dieci correnti che si avvolgono intorno alla terra, la decima sarebbe la più temuta, da identificarsi con lo Stige. Si fa riferimento anche al Teeteto di Platone, 152 e, dove si cita Omero.
Pagg. 229-230, interessante analisi del nome Okeanos. Si tratta delle Acque superne ( vedi Genesi ebraica ) ossia del Cielo, fiume dalle molte diramazioni, il dio del cielo originario. Vengono citati gli inni orfici. Per il trasferimento della religione celeste a quella tellurica vedi Bachofen, Teologia orfica.
Pagg. 236-237, interpretazione di Dante, vero erede della tradizione orfico-ermetica. Soltanto i mitologi come la Dekend possono veramente capire Dante, non De Sanctis o i suoi seguaci ( i pontefici massimi delle Università ). Tutta la concezione dantesca riprende inoltre quella virgiliana e platonica.
Importanza del pianeta Marte, sua posizione centrale nel sistema planetario.
Pag. 239, vedi Esiodo, Teogonia, 775-814, a proposito dello Stige, l'acqua eterna e primordiale datrice di morte ma anche di vita, fondamento dell'abisso.
All'immagine del fiume celeste sembra ispirarsi il breve romanzo di W. Hodgson, La casa sull'abisso, dove da un lontano e misterioso pianeta giungono sulla terra strani e mostruosi esseri-suini che si stabiliscono sulle rive di un fiume sotterraneo che scorre in un abisso senza fondo.
Pag. 241, si parla della sacra legittimità, la Gloria, Xarenah, questa potrebbe essere il Sacro Graal ?
Pag. 242, a proposito di 183 mondi parla Plutarco in De defectu oraculorum ( a proposito dello Stige cfr. De Pyth. or., pag. 238, cap. 17, ed. Bompiani ) e anche Proclo nel commento al Timeo ( vedi di Proclo la Teologia platonica ).
Pag. 249, indicazioni sull'ubicazione ( ultraterrena ) di Ogigia nell'Odissea. La geografia di Omero è in realtà frutto di una giustapposizione di cielo e terra.
Pag. 250, sul gorgo celeste b Orionis; Rigel segna la via all'Ade, Castore indica la patria primordiale. Si cita anche Ermete Trismegisto, 1936 b.
Pag. 258, sull'albero ( della Genesi ? ). Pag. 260, sul diluvio e l'arca di Noè.
Pag. 261, sulla Ka'ba della Mecca.
Pag. 277 : “ Ogni età del mondo ha la sua terra “ che non è altro che il piano dell'eclittica passante per i solstizi e gli equinozi. Quando i punti dell'anno vengono determinati da un nuovo gruppo di costellazioni zodiacali portate dalla Precessione, sorge una “terra“ nuova e perciò si ha anche una “fine del mondo”.
Pag. 282, via verso l'Aldilà come successione di sfere celesti per l'anima : vedi identica concezione in Bachofen, Teologia orfica.
Pag. 287, le anime ascendono per la porta del Capricorno e per la rinascita scendono per la porta del Cancro, cfr. Bachofen, Macrobio, Commentarii in Somnium Scipionis I, 12, 1-8 e Porfirio, De antro Nympharum ( molto interessante il commento di Laura Simonini, ed. Adelphi ).
Pag. 299, tradizione pitagorica circa la periodica distruzione del mondo, testimoniata anche dal Timeo di Platone, 22 c-e.
Pag. 317, significato del remo di Odisseo ( nel viaggio profetizzatogli da Tiresia nell'Ade ) : è il remo-timone di Argo = Canopo-Eridu, la sede di Saturno.
Pag. 329, il Veltro della Divina Commedia è forse l'astro Sirio ? Collegamento con Cangrande della Scala.
Pagg. 333-335, vedi considerazioni su Sirio e Pan e nota l'importanza data a Creuzer ( che contrasta con la maggior parte degli studiosi contemporanei ).
Pag. 354, interessanti considerazioni sul Timeo di Platone. In particolare vedi il fatto che il Demiurgo attribuì ciascuna anima a una stella come sua propria sede originaria e in seguito le abbia sottoposte alle leggi del Destino e a un seguito di prove concernenti la vita sulla terra o su altri pianeti.
Pag. 356, molto interessante la definizione di Eternità nel Timeo, 37 d.
Pag. 357, secondo Origene dopo il Giudizio Universale le anime avranno un corpo etereo e sferico. Vedi anche il concetto di anima archetipica ( Adamo ).
Pag. 358, Copernico seguace dei Pitagorici.
Pag. 360, importanza fondamentale di Platone per il mito antico e il linguaggio mitico delle civiltà del passato.
Pag. 362, vedi in nota la derivazione del nome Sàrapis dall'epiteto sumerico di Enki/Ea : sar apsi.
Pag. 413, alla preistoria e a molte popolazioni “primitive” vanno attribuite considerevoli conoscenze astronomiche.





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