mercoledì 26 dicembre 2018

Guy de Maupassant, Bel-Ami


Guy de Maupassant, Bel-Ami, Paris, Gallimard, 1973


Nel I cap. appare Georges Duroy, il protagonista, bel tipo di malandrino, che si capisce già sia pronto a tutto. Congedato dall'esercito, è impiegato con uno stipendio da fame alle ferrovie e durante una calda serata estiva a Parigi incontra il suo amico, un tempo magro ora ricco e panciuto, Forestier. Costui gli apre nuove prospettive oltre ai ragionamenti machiavellici.
Il cap. II celebra l'iniziazione di Duroy alle conversazioni e agli intrighi amorosi dell'alta società, dominata dai giornali che guidano l'opinione pubblica. Duroy inizia la sua carriera giornalistica facendo la corte alle mogli dei “pezzi grossi” dell'ambiente della stampa e ottiene subito un notevole successo, grazie alla sua esperienza di soldato in Algeria e alla sua indubbia avvenenza fisica. Ma non si tratta di un ingenuo alle sue prime esperienze e che si scopra per la prima volta doti insospettabili, perché in Algeria aveva sedotto la figlia di un precettore e portato alla disperazione la moglie di un avvocato ( p. 67 ).
Cap. III. Ricevuto l'incarico di scrivere un articolo sull'Algeria, subito non ci riesce e scoraggiato si reca da Forestier per aiuto. Ma l'amico deve uscire per impegni urgenti e lo spedisce quindi da sua moglie che si rivela un'esperta giornalista e imbastisce per lui il reportage.
Recatosi il giorno seguente nella redazione del giornale, viene fatto passare davanti ai vari sollecitatori e questuanti e assistendo alle azioni insulse di Forestier che si perde dietro un gioco allora di moda e alla riunione del direttore perso dietro il gioco delle carte, viene iniziato alla vita avventurosa e frivola del giornalista.
Cap. IV, p.85 e sg. Duroy ha modo di conoscere l'ambiente giornalistico, ammantato di seriosa professionalità, ma sostanzialmente cialtronesco, ed ha un interessante colloquio con il reporter Saint Potin, che gli rivela i retroscena della redazione del suo giornale, “La vie française”. Si tratta di caricature di uomini corrotti che vivono di menzogne ben combinate. Naturalmente senza l'aiuto di Mme Forestier, Duroy non riesce a combinare nulla di buono e deve limitarsi a fare il reporter girando di qua e di là, cosa che gli riesce bene, ma il guadagno è inferiore a quello di redattore.
Cap. V, p. 102 e sg. Seguendo i propri impulsi e il desiderio d'una vita migliore, Duroy si ricorda di Mme de Marelle, incontrata al pranzo dei Forestier, e si reca in visita nel suo appartamento. Viene ricevuto con favore e inizia così la sua scalata verso il successo.
La cena coi Forestier e Mme de Marelle è il momento rivelatore dell'intima corruzione dell'alta borghesia nell'atteggiamento ipocrita e fascinoso di Mme Forestier, che ricorda un po' il charme torbido della Salammbô di Flaubert : “ Ed ella sembrava spingere più lontano il suo sogno, pensare a cose ch'ella non osava affatto dire “ ( p. 112 ). Duroy riceve pieno appagamento nel sedurre Mme de Marelle ( che si ubriaca apposta ! ). E già nel giorno seguente inizia la relazione con Mme de Marelle che si reca anche nell'appartamento di Duroy e, in seguito a un lieve incidente occorso per le scale del condominio dove abita l'uomo, affitta un appartamentino più adatto ai loro appuntamenti amorosi.
Ma per soddisfare tutti i capricci della sua amante comincia a indebitarsi in maniera preoccupante. Per colmo di sventura si reca alle Folies Bergères proprio in compagnia di Mme de Marelle e vi incontra la grossa cortigiana che aveva conosciuto e frequentato dopo i primi incontri con Forestier. In conseguenza delle insinuazioni di costei viene immediatamente piantato da Mme de Marelle. Decide allora ( p. 147 ) di rifarsi con Mme Forestier, ma costei dopo averlo ricevuto lo avvisa di non montarsi la testa e gli offre semplicemente la propria amicizia. Come pegno di essa lo indirizza alla conquista della stima della moglie del proprietario del giornale, cioè Mme Walter.
Ricevuto da Mme Walter, grazie a una sua spiritosa risposta Duroy ottiene la nomina a capo redattore ed inizia l'ascesa sociale.
P. 168 e sg. Invitato a cena da Mme Walter incontra Mme de Marelle con la quale ricomincia la relazione. Al ritorno accompagna l'anziano poeta Norbert de Varenne che lungo il cammino lo intrattiene con considerazioni alquanto lugubri sulla morte e la vanità della vita, che lo avvicinano al nostro Leopardi. Sono tuttavia, a parte il luogo comune letterario, considerazioni sincere e disperate che sembrano indice della presenza minacciosa del nulla, avvertita tragicamente dallo stesso Maupassant.
P. 174, l'opera è un affresco della corruzione della società parigina dell'epoca, la sfilata degli aristocratici a cavallo, pieni di decorosa alterigia, ma debitori della loro fortuna all'imbroglio e all'intrigo, è oggetto d'un legittimo disprezzo da parte di Duroy, che peraltro è un loro emulo.
P. 188. In seguito alle calunnie d'un giornale rivale Duroy è costretto al duello con l'autore dei trafiletti che lo attaccano direttamente. Il nemico ha preso il pretesto da un misero fatto di cronaca assolutamente insignificante, una povera vecchia che contende col suo macellaio per un pacco di cotolette, per assalirlo in modo veemente e pervicace. Ma Duroy, una volta fissato l'incontro a colpi di pistola, trascorre solitario la notte nella propria stanza assillato dal pensiero della morte, sentita come una spaventosa minaccia. Il sentimento della solitudine di fronte al destino, come già nell'episodio dell'anziano Norbert de Varenne, è particolarmente presente in questo romanzo, dove, sin dall'inizio, Duroy ci appare isolato nel gran mondo che gli gira attorno e a cui egli brama tanto di appartenere.
P. 190-196, la scena del duello e soprattutto la notte prima di esso sono un saggio della maestria di Maupassant nell'analizzare le paure e le ossessioni dell'anima umana, come già nel discorso del vecchio solitario Norbert de Varenne. Tutto il mistero e tutto l'inesplicabile orrore della vita si disvela nella considerazione dell'esistenza assurda dell'uomo, animale che aspira alla felicità, ma è destinato alla morte.
Ovviamente il duello si risolve positivamente, i colpi di pistola vanno tutti a vuoto, sia da parte di Duroy che dell'avversario, e comunque il fatto circonda Duroy d'un'aureola di eroismo che lo rende di nuovo oggetto dell'amore sviscerato di Mme de Marelle.
Cap. VIII. Viene chiamato con una missiva da Mme Forestier perché il marito sta morendo e non avendo parenti Duroy è l'unico conoscente su cui può fare affidamento. Duroy si reca dunque a Cannes nella villa dell'amico malato di tisi. A p. 205 c'è una splendida descrizione del golfo al tramonto e delle isole Lérins sullo sfondo. Una panoramica magistrale dell'ambiente della Costa Azzurra. La scena dell'incontro tra l'amico sano e l'amico moribondo è all'insegna di quell'angoscia di fronte alla morte e all'estrema solitudine che è già stata annunciata dall'episodio del vecchio poeta de Varenne.
La descrizione della morte del povero tisico Forestier è seguita da una riflessione di Duroy sulla morte in genere di tutti gli esseri che ci trasmette un senso profondo di smarrimento. Non c'è speranza di fronte alla morte. Essa annienta completamente, senza alcuna prospettiva ultraterrena. E' una condanna all'annullamento.
P. 236. Dopo qualche mese Duroy sposa Mme Forestier. Naturalmente ha dovuto lasciare Mme de Marelle, alla quale ha dovuto confessare la nuova relazione. La donna, nonostante il dolore e l'offesa, ha compreso le ragioni di Duroy e lo lascia libero. Così per Duroy che ha assunto, per darsi un tono e su suggerimento di Mme Forestier, il nome più nobile di Du Roy de Cantel, col quale firma alcuni suoi articoli, comincia una nuova vita.
P. 247. Per volontà di Madeleine ( Mme Forestier ) i due si recano in Normandia a visitare i genitori di Duroy. L'episodio è di un realismo suggestivo e per Madeleine si tratta di un'esperienza spiacevole. Sono vecchi contadini induriti da una vita grossolana e piena di stenti. Così dopo solo un giorno di visita ritornano a Parigi.
P. 259-260. A Parigi Duroy entra materialmente nel ruolo del marito morto di Madeleine, ereditandone le suppellettili e gli amici, tra cui il conte de Vaudrec, che svolge un ruolo alquanto misterioso nel ménage degli sposi novelli. Grazie all'aiuto sostanziale di Madeleine, Duroy scrive articoli di pieno successo e diventa giornalista di fama.
Sempre nel II cap. della seconda parte del romanzo, Duroy viene ossessionato dal ricordo del marito di Madeleine che gli si presenta alla mente nelle circostanze più impensate, anche perché inconsciamente avverte che sua moglie gli nasconde qualche segreto. Decide in una passeggiata notturna in carrozza di vincere questa gelosia con l'unica arma possibile cioè l'indifferenza, cominciando a distaccarsi sentimentalmente sempre più da Madeleine. I passaggi psicologici di questa metamorfosi sono colti magistralmente da Maupassant, che si rivela profondo conoscitore dell'animo umano.
Nel III capitolo della seconda parte il distacco con Madeleine è pienamente maturato. E' chiaro che la loro unione ha una funzione meramente associativa, a vantaggio della carriera di entrambi. Così Duroy riallaccia il legame con Mme de Marelle e incomincia a corteggiare la non più giovane ma ancora avvenente matrona Mme Walter. La sua strategia è degna di don Giovanni, ormai ciò che lo attrae non è tanto la donna quanto la conquista.
P. 302-305, la scena dell'incontro tra Mme Walter e Duroy nella chiesa de la Trinité ci rivela tutta la sapiente arte della seduzione messa in opera da don Giovanni. La donna in un primo tempo cede, disperata, poi si confessa dopo aver incontrato un prete quasi inviato dal cielo, e fugge via. L'atteggiamento di Duroy è quello del cinico incallito che non crede in nulla e non rispetta niente e nessuno, ma, d'altra parte, è uomo del nostro tempo.
L'impresa, in ogni caso, riesce e Duroy si porta a letto Mme Walter.
Nel cap. V l'animo meschino di Duroy si rivela appieno. Il miraggio di un'ingente somma di denaro prospettatogli da Mme Walter gli fa promettere un incontro con la donna che ormai Duroy vorrebbe evitare.
Nell'incontro seguente con Mme de Marelle viene scoperta la sua tresca con Mme Walter, ma Duroy sa che la de Marelle è di memoria corta.
Subito dopo ha notizia della morte del conte di Vaudrec, che annuncia alla moglie sconvolta. Il rapporto con Madeleine si colora ancora di più di mistero per la scomparsa di questo personaggio alquanto ambiguo.
Il conte, milionario, ha lasciato nel testamento tutta la sua fortuna a Madeleine, e Duroy, preso da ipocriti scrupoli, per evitare a suo dire uno scandalo pubblico, praticamente la costringe a cedergli in donazione la metà dell'eredità. Poi, ottenutala, festeggia insieme alla moglie e agli amici, mostrando ormai palesemente la meschinità del proprio animo.
Ma anche l'ebreo Walter, proprietario del giornale dove lavora Duroy, ha fatto fortuna con l'annessione del Marocco alla Francia e le pagine seguenti sono tutte una spietata rassegna dell'avidità e delle bassezze dell'alta borghesia parigina. Durante un ricevimento nel nuovo palazzo di M. Walter, il protagonista ha modo di incontrare la bella figlia di Walter, Suzanne, e considerando l'enorme ricchezza di suo padre comincia a metterle gli occhi addosso per un'eventuale matrimonio. Infatti i rapporti con la moglie non sono più molto buoni, dati gli interessi mondani e politici di lei. Frattanto riceve grazie all'interessamento del ministro Laroche, amico forse intimo di Madeleine, la croce della Legion d'onore ( p. 367 ).
Ma ( p. 380 ) ecco che un avvenimento scabroso pone le basi per il coronamento dei sogni di Duroy. Bel-Ami riesce infatti a sorprendere in flagrante adulterio la moglie e il ministro degli esteri Laroche-Mathieu. In realtà da giorni Duroy ne aveva il sospetto e così riesce a combinare d'accordo col commissario di polizia l'agguato nell'appartamento degli appuntamenti dei due adulteri che vengono colti sul fatto, lui fra l'altro completamente nudo nel letto. Il divorzio è assicurato !
II parte, cap. IX, raggiunto il suo intento, Duroy ora è libero di sposare Suzanne, ma rimane l'ostacolo rappresentato dai genitori di lei, assolutamente contrari. Tuttavia Bel-Ami giunge a convincere la ragazza, durante una gita in campagna, a fuggire con lui, dopo aver dichiarato sia alla madre che al padre di volere sposare Georges Duroy.
L'appuntamento viene fissato per la mezzanotte del giorno stesso e dopo aver atteso sino all'una di notte Duroy riesce a rapire la gentile fanciulla, che dopo una furiosa lite con i genitori è scappata di casa.
Bellissima la scena della disperazione di Mme Walter alla notizia della fuga della figlia. Non vuole credere al tradimento di Bel-Ami e nella furia del dolore si precipita a chiedere soccorso al Cristo del grande dipinto sistemato nella serra del palazzo. Qui viene colta da asfissia a causa delle esalazioni delle piante durante la notte e recupera la ragione soltanto il giorno dopo, soccorsa e portata nel suo letto quasi moribonda.
Ricattando M. Walter circa il losco affare del Marocco, Du Roy ottiene la mano della figlia Suzanne. La descrizione del matrimonio è un capolavoro di psicologia, da un lato la disperazione senza rimedio di Mme Walter, dall'altro l'egocentrismo assoluto di Bel-Ami che celebra così la propria apoteosi e si lancia, forse, a una futura carriera politica. Infatti si tratta di un matrimonio d'interesse perché proprio durante il ricevimento degli ospiti incontrando Mme de Marelle le fa intendere, seppur velatamente, che la loro relazione non è finita. Così di adulterio in adulterio, di tresca in tresca, sfruttando il valore e il lavoro altrui ( Mme Forestier ) Bel-Ami compiaciuto di sé e col favore e la benedizione del cielo si appresta a sigillare col tradimento la propria unione con la figlia di M. Walter. E Madeleine ? Anche lei, ormai ricca, prosegue la sua via e infatti scrive articoli politici molto interessanti firmati dal suo giovane amante.

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