lunedì 29 luglio 2019

Paul Bourget, Cosmopoli








Paul Bourget, Cosmopoli (1892), Firenze, Salani, 1930


Dialoghi da scena di teatro, personaggi fortemente tipizzati, la cui psicologia si ricava dalla descrizione del loro aspetto e dai discorsi che fanno come rivolti a un uditorio.
P. 36-37, Dorsenne il romanziere gentiluomo, ironico e fatuo, assomiglia molto ad Andrea Sperelli ne Il piacere (1889) di D'Annunzio. Inoltre il romanzo è ambientato a Roma, la Roma di Sperelli, quella barocca dei papi e quella elegante delle dame.
Il romanzo è abbastanza superficiale, ma brillante e scritto molto bene, per la convenzionalità dei personaggi e delle situazioni si può accostare a quelli del nostro A. G. Barrili, ma è decisamente superiore per l'analisi e la finezza introspettiva.
P. 42, l'aspetto fisico di Dorsenne assomiglia a quello di Claudio Cantelmo ne Le vergini delle rocce di D'Annunzio. Viene infatti paragonato a un bruno monaco spagnolo dimagrito dall'ascetismo, dal colorito olivastro, proprio come Cantelmo. E' un dilettante di sensazioni, vuole “rendere intellettuali delle sensazioni vive” (p. 43).
P. 45, sempre a proposito del giovane scrittore si parla di “epicureismo cerebrale”, avvicinandolo molto al Des Esseintes di Huysmans. Altro rilievo, alla Andrea Sperelli : “L'eccesso della riflessione veniva sempre a corrompere o a distruggere la sua innata sensibilità …“
P. 66-67, nonostante l'analisi psicologica del personaggio Dorsenne, prevale il tipo umano e la tipizzazione sfocia in una convenzione di figurine alla moda come la contessa Steno. Decisamente Bourget è un Barrili un po' meno ingenuo.
P. 78-79, il tipo umano descritto nel personaggio del conte Boleslas Gorka è chiaramente simile ai personaggi di D'Annunzio, evidentemente un modello comune agli scrittori “esteti” : “... Boleslas Gorka, celebre come bell'uomo, ammirevole animale umano, sì fine e sì forte, che aveva in sé secoli e secoli d'aristocrazia.” Fisico asciutto, elegante, dalla lunga barba dai riflessi rossastri e naturalmente “tombeur de femmes”, fuma sigarette russe come il futuro Thomas Buddenbrook.
La maggior parte dei personaggi è rigorosamente aristocratica e, come Dorsenne, afflitta da sensibilità nervosa cronica ( vedi Alba Steno ).
P. 122, il ritratto della signora Steno ( madre di Alba ) è del tipo convenzionale ormai, alla Balzac, e che troviamo prodotto in serie nei romanzi d'appendice di Anton Giulio Barrili, cioè la solita biondona coperta di perle e smeraldi paragonata ai ritratti di Tiziano.
Il cap. V inizia con l'analisi psicologica della contessa Steno, che rivela l'interesse dell'autore proteso a sondare l'animo umano. Ma si tratta di un'analisi da romanziere e i casi contemplati rientrano tutti nel cliché delle figure da romanzo.
Nel cap. VI si nota l'abilità psicologica del romanziere nel delineare la personalità di Florenzio Chapron e la storia della sua formazione tenendo presente le caratteristiche ereditarie e l'influsso dell'ambiente ( vedi Hippolyte Taine, Philosophie de l'art, 1893 )
P. 181, NB sia Montfanon, il nobile reazionario amico di Dorsenne, che lo stesso Dorsenne sono amici del conte Gobineau, “l'apostolo della teoria delle razze” !
La macchinosa rete che avviluppa un adulterio a un matrimonio combinato con le trame sotterranee per evitare un duello ( cap. VI ), pur manifestando l'abilità psicologica del narratore , riesce nondimeno gravosa al lettore di romanzi, tranne, forse, a chi è abituato alla saggistica freudiana.
P. 208, rassegna del bel mondo che ricorda gli articoli giornalistici del D'Annunzio mondano. E' evidente che il pubblico a cui questi scrittori si rivolgono è lo stesso, quello dell'aristocrazia e della media borghesia snob.
P. 212 e sg. L'analisi psicologica di Lidia Maitland si estende per più pagine ed è davvero magistrale, come l'incontro di lei e Maud Gorka viene rappresentato nella sua evidenza drammatica, nella sua naturale tensione emotiva. Bourget mostra una grande conoscenza del cuore umano.
Anche l'analisi dell'animo di Maud Gorka è condotta con grande sapienza, e suscita il paragone con le analisi di caratteri più o meno contemporanee dei romanzi di D'Annunzio, soprattutto Il piacere e il Trionfo della morte. Questo gusto per l'analisi è un po' tipico dell'epoca, da Tolstoj a Thomas Mann, celebrando la sua apoteosi con Marcel Proust. Direi che per questo motivo la seconda metà del romanzo è superiore alla prima.
Cap. VIII. La scena del duplice duello è assai suggestiva, Bourget è senza dubbio un abile narratore e sfrutta tutte le possibilità offerte dall'intreccio e dai personaggi. D'altra parte, non manca di ottimi maestri ( vedi Dumas ).
Il seguito di analisi psicologiche nel colloquio tra Boleslas Gorka e sua moglie Maud e poi in quello tra la contessa Steno e sua figlia Alba è opera di un vero maestro. Il problema è che l'eccezionale capacità di analisi viene esercitata su personaggi di per sé poco significativi e poco complessi, di modo che si tratta più dell'analisi di una singola passione che di un essere umano. La passione viene sceverata e passata al setaccio, ma l'essere umano non ci appare in tutta la sua molteplice vita spesso contraddittoria, infatti, se di contraddizioni si tratta, sono sempre le contraddizioni di una singola passione.
P. 281, soltanto l'analisi dell'animo di Alba Steno non è soggetto al dominio di una sola passione. Qui l'avanzare del dubbio e la progressiva caduta di ogni possibile giustificazione vengono presentati nella loro cruda inesorabilità e la complessità che ne deriva nei pensieri di Alba corrisponde alla realtà della psiche. Qui direi che lo scrittore esplica in modo completo il suo talento che è senza dubbio grande.
Così inesorabilmente procede nella sua tragica spirale la scena della rivelazione dell'adulterio di sua madre e di Maitland per opera della perfida e infelice moglie di lui, Lydia, altro esempio di psiche contorta che dà la misura della capacità notevole di analisi del romanziere.
P. 341, l'analisi psicologica è a tal punto rigorosa e scientifica che l'autore si spinge fino a valutare l'importanza sul comportamento umano del peso dell'ereditarietà. Qui siamo in bilico tra il Positivismo e i trasalimenti nervosi dei Decadenti.
P. 345, la scena dell'incontro tra Alba e lo scrittore Dorsenne, la confessione d'amore della giovane destinata al suicidio, sono di rara efficacia, Bourget sa calibrare perfettamente le dosi necessarie a ottenere come nell'acme di una tragedia il pathos. E Dorsenne con la sua cerebralità e aridità sentimentale è il tipo di esteta dilettante alla Andrea Sperelli e nella sua freddezza quasi crudele assomiglia a un altro giovane bello e insensibile, che provoca la morte dell'innamorata, cioè Dorian Gray.
La narrazione del suicidio di Alba è forse un po' prolissa e l'autore indugia troppo, però la descrizione del laghetto di Porto è un quadro decisamente suggestivo e degno del pennello di un Boecklin :
... la superficie del lago era così calma, che appena appena, a intervalli, un lieve e silenzioso fremito increspava l'acqua nera, grave, densa, invasa dai giunchi, coperta da lunghe e cupe foglie di piante acquatiche. E dappertutto, intorno alla fanciulla, c'era un'immensa fioritura, come una foresta di gigantesche canne rosee, mentre sull'altra sponda i pini italici si ergevano, allungando, allargando le loro chiome nere su un cielo turchino ove il sole cominciava ad abbassarsi, poiché erano passate le cinque, e una nebbiolina lieve già biancheggiava sul lago, - non nebbia, no, - un alito, un vapore di vapore, come per velare il tono troppo metallico dell'acqua morta. Non un soffio di vento faceva tremare le esili canne attraverso le quali saliva il gracidare delle innumerevoli rane nascoste nell'erba. Talvolta una di queste bestiole faceva un salto nel lago : era come il rumore di un sasso che cade nell'acqua, uno sciacquio, il brivido di una ruga più profonda, - poi lo specchio del vasto stagno riprendeva il suo aspetto, di un fascino sinistro e incantevole in pari tempo. Talvolta, invece, dei corvi volavano pel cielo, con grandi stridi, andavano a posarsi su un prato a sinistra, a cui conduceva un viale fiancheggiato di rose per il quale Alba era sopraggiunta, ed essa aveva colto senza riflettere alcuni fiori di cui si era adornata il petto, per un ultimo istinto di giovinezza e di civetteria anche nella morte ! … La fine di quel pomeriggio così puro, quel lago quasi fantasticamente immobile, quell'orizzonte tragico con un certo carattere d'ineluttabilità sparso su tutte le cose, - tutto il malinconico scenario di quell'istante supremo s'accordava in modo così completo coi pensieri della fanciulla, che essa ne fu rapita. C'era nell'atmosfera umida che a poco a poco la penetrava, un incanto di sonno mortale a cui si abbandonò come in sogno, quasi con una voluttà fisica, senza più volontà, assorbendo con tutto il suo essere gli effluvi di febbre di quel luogo, uno dei più micidiali, in quel tempo e in quell'ora, di tutta la pericolosa costa, finché un brivido di freddo la scosse a un tratto, sotto la stoffa sottile della sua camicetta da estate. Ella strinse le spalle, serrò i denti, e quel subitaneo malessere fu per lei il segnale d'agire. Prese il viale dei rosai in fiore per giungere a un punto della riva spoglio di vegetazione dove si disegnava la forma di una barca. Lesta lesta la sciolse, e, manovrando con le sue mani delicate i remi pesanti, si avanzò fino in mezzo al lago.” (p. 353-354)
L'epilogo con il dialogo tra Montfanon e Dorsenne e la requisitoria del primo contro i sofismi dell'intellettuale decadente e algido costituiscono una sorta di condanna dell'esteta, del dilettante di sensazioni, che era stato invece celebrato da D'Annunzio. Ma anche Oscar Wilde esprime un giudizio di condanna nei confronti di Dorian Gray, facendogli fare una brutta fine. Però poi nella vita continuò a professarne le idee e gli atteggiamenti.
Montfanon costituisce l'alter ego di Dorsenne. E' il nobile attempato e legato alla vecchia Francia. Cattolicissimo, oppone la forza della fede al cinismo corrosivo del giovane amico. E alla fine del romanzo si rivela una sorta di guida morale, il vecchio saggio che riesce con la sua costante assistenza a porre Dorsenne sulla via dell'umanità e della redenzione.

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