giovedì 20 febbraio 2014

Istakar, 19

Idolatra della lubrica luce,
smaragdina serpe tra le colonne,
casta siderea amante, seduce
selene nel vitreo volto insonne.

Ed ama nella cripta d'ombre illuse
ali di diaspro e gioie effuse
lungi di sistri all'iride marina,
fra negri marmari, striga ferina.

E danza, manto di pavone, occhio
suo rubro come di rabido cane,
sicaria, ebra di stille umane.

Fiore della penombra, rocchio
delle secche algose, estatica luna,
coma di filtri, pitonessa bruna.



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